La conferma di Milano era già arrivata in maggio; ora sono fissati anche la data e la sede e per la città la conta alla rovescia comincia sul serio. La notte più attesa del bar mondiale, la cerimonia dei World’s 50 Best Bars 2026 si terrà il prossimo 7 ottobre al Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi, edificio Liberty inaugurato nel 1923 come la più grande pista di ghiaccio coperta d’Europa, oggi sede di sfilate e serate di gala (quartier generale storico delle collezioni Etro).
È la diciottesima edizione della kermesse sponsorizzata da Perrier, e segna il ritorno in Europa dopo la presenza a Hong Kong nel 2025. Rikki Tidball, direttore eventi del premio, aveva definito Milano «una cornice perfetta», citando la sua tradizione del bere e una scena in continua evoluzione. A spingere Milano non è solo l’aperitivo, di cui la città è patria, bensì forse finalmente la conferma del talento italiano come motore: nel 2025 quattro dei sei migliori bar del pianeta erano guidati da italiani, quasi tutti all’estero. In testa il Bar Leone di Lorenzo Antinori, ad Hong Kong ma ispirato ai bar di quartiere romani, incoronato miglior bar del mondo; subito dietro, a Barcellona, il Sips di Simone Caporale e il Paradiso di Giacomo Giannotti. In casa la pattuglia è cresciuta: tra i primi cinquanta del 2025 figurano il Moebius di Milano, balzato in un anno dal 38° al 7° posto, il Locale di Firenze, il Drink Kong di Roma e il 1930 capitanato da Fabio Benjamin Cavagna- Allargando lo sguardo fino alla centesima posizione l’Italia conta otto insegne.

Per il Moebius di Lorenzo Querci, con la regia del bancone affidata a Giovanni Allario, la cerimonia in città regala un’occasione non da ridere: giocare in casa, con la comunità mondiale del bar riunita in un fazzoletto. Ed è una doppietta per il Paese: solo un anno fa Torino aveva ospitato per la prima volta i World’s 50 Best Restaurants — 1.300 ospiti e oltre 250 media accreditati — e ora Milano raccoglie il testimone per i bar. Il 2026, per il sistema 50 Best, parla europeo anche altrove: la prossima settimana si terrà ad Amsterdam la prima edizione degli Europe’s 50 Best Bars.
Per quasi una settimana Milano diventa quindi un crocevia internazionale di bartender, ambassador e aziende, tra guest shift ed eventi collaterali, con un indotto che tocca anche i locali fuori lista. I 50 Best restano una classifica discussa, come tutte le classifiche: l’industria ne contesta i criteri (fumosi a dir poco, sancita dai voti riservati di un’Academy di oltre 800 professionisti — bartender, operatori, giornalisti — bilanciata per genere e verificata da Deloitte), poi ne guarda comunque la diretta e i suoi effetti. Il loro potere di spostare attenzione, prenotazioni e investimenti, però, non è in dubbio. Il 7 ottobre quel potere si concentra sotto le volte in ferro e vetro di via Piranesi, su una scena, quella italiana del bere miscelato, che mai ha avuto un palcoscenico così grande in casa propria.


